Sanità privata: Protesta a Perugia dei lavoratori
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Centinaia di lavoratori del settore sanitario privato sono scesi in piazza a Perugia per protestare contro le condizioni di lavoro precarie e la mancanza di adeguati riconoscimenti economici. La manifestazione, organizzata dai principali sindacati del settore, ha visto la partecipazione di infermieri, oss, tecnici e amministrativi provenienti da diverse strutture private della regione. I manifestanti hanno espresso forte preoccupazione per la crescita del carico di lavoro, spesso al limite della sopportazione, e per la mancanza di personale, che mette a rischio la qualità dell'assistenza erogata.
I rappresentanti sindacali hanno denunciato la precarietà diffusa nel settore, con un elevato numero di contratti a tempo determinato e retribuzioni spesso al di sotto della media. Hanno inoltre sottolineato la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni, sia regionali che nazionali, per garantire condizioni di lavoro dignitose e un adeguato finanziamento del settore sanitario privato. Tra le principali richieste dei manifestanti, l' aumento degli organici, l' istituzione di contratti a tempo indeterminato, la revisione dei contratti collettivi nazionali per adeguare le retribuzioni e la maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro.
La manifestazione si è svolta nel rispetto delle norme anti-covid, con i partecipanti che hanno indossato mascherine e mantenuto il distanziamento sociale. L'atmosfera è stata tesa ma pacifica, con i manifestanti che hanno espresso la loro determinazione a continuare la lotta per il miglioramento delle proprie condizioni di lavoro fino all'ottenimento di risposte concrete. I sindacati hanno annunciato l'intenzione di organizzare ulteriori iniziative di protesta se le istituzioni non risponderanno in modo adeguato alle richieste avanzate. La protesta di Perugia rappresenta un segnale importante delle crescenti difficoltà che sta vivendo il settore sanitario privato, e pone l'accento sulla necessità di un intervento strutturale per garantire la qualità dell'assistenza sanitaria in tutta la regione.