Ravasi: La guerra, trionfo dell'egoismo
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Il cardinale Gianfranco Ravasi ha offerto una profonda riflessione sulla guerra, definendola come il sopravvento dell'io sul noi. In un'analisi che va oltre le dinamiche geopolitiche immediate, Ravasi individua nel cuore dei conflitti un'incapacità fondamentale di dare priorità al bene comune. La guerra, secondo il cardinale, non è semplicemente una questione di interessi strategici o di risorse, ma è la manifestazione di un'egoistica prevalenza dell'individualismo su ogni forma di solidarietà e cooperazione.
Questa interpretazione pone l'accento sulla dimensione umana e spirituale del conflitto. Non si tratta solo di armi e strategia militare, ma di una profonda crisi di valori che vede l'individuo anteporre i propri desideri e ambizioni al benessere collettivo. L'incapacità di empatia, la mancanza di rispetto per la vita altrui e la cecità di fronte alla sofferenza diventano i pilastri su cui si costruisce la violenza bellica.
Ravasi suggerisce, implicitamente, una strada verso la pace che passa attraverso una radicale riconversione interiore. Una ritrovata capacità di comprendere la prospettiva altrui, di riconoscere la dignità di ogni essere umano, di costruire ponti invece di muri, sono elementi essenziali per superare la logica della guerra. Il cardinale invita, quindi, a un'autentica rinascita della solidarietà, a un impegno concreto per la giustizia sociale e a una maggiore consapevolezza della nostra interdipendenza.
La sua analisi, sebbene non priva di sfumature teologiche, si presenta come un appello universale alla pace, un invito a riflettere sulle radici profonde dei conflitti e a promuovere un cambiamento di prospettiva che ponga l'essere umano, nella sua interezza e dignità, al centro di ogni azione politica e sociale. La guerra, secondo Ravasi, non è un destino ineluttabile, ma una scelta, una scelta che deriva da una priorità mal posta, dall'errore di anteporre l'io al noi.