Giudiziario

Padre-Psicologo Scolastico: Il TAR Lazio dice NO

Il TAR Lazio ha emesso una sentenza che scuote il mondo della scuola: un padre, anche se psicologo, non può …

Padre-Psicologo Scolastico: Il TAR Lazio dice NO

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Il TAR Lazio ha emesso una sentenza che scuote il mondo della scuola: un padre, anche se psicologo, non può lavorare come tale nella stessa scuola frequentata dal proprio figlio. La decisione, che ha fatto molto discutere, si basa sulla presenza di un conflitto di interessi strutturale che, secondo i giudici, compromette l'autonomia e l'imparzialità del servizio. La sentenza evidenzia come la posizione del padre-psicologo possa creare situazioni di potenziale favoritismo, discriminazione o anche solo apparenza di conflitto, minando la fiducia nella trasparenza dell'istituzione scolastica.

La questione sollevata dalla sentenza riguarda la delicatezza del ruolo dello psicologo scolastico, figura chiave nel supporto psicologico agli studenti. La sua indipendenza e obiettività sono fondamentali per garantire un'efficace assistenza a tutti gli alunni, senza distinzioni. La presenza di un legame familiare diretto, come quello tra padre e figlio, inevitabilmente crea un potenziale conflitto di interessi che, anche in assenza di prove di effettiva parzialità, potrebbe ledere la fiducia e la credibilità del servizio. La sentenza del TAR Lazio, pertanto, si pone come un importante precedente giuridico, chiarendo che la prevenzione dei conflitti di interessi è un principio imprescindibile nel settore pubblico, in particolare nell'ambito della scuola, dove la tutela del benessere dei minori è prioritaria.

La decisione ha già suscitato dibattito tra gli addetti ai lavori, ponendo in luce la necessità di linee guida più chiare per gestire situazioni simili e di rafforzare le procedure di trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse nelle scuole. Si apre ora una riflessione sulla gestione dei casi di professionisti che hanno familiari all'interno delle istituzioni in cui lavorano, richiedendo un'analisi più approfondita delle normative e delle procedure interne per garantire l'equità e l'imparzialità di tutti i servizi offerti. In definitiva, la sentenza del TAR Lazio rappresenta un segnale importante per la tutela del buon funzionamento della scuola e per la protezione del diritto allo studio di tutti gli alunni.

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