Denso: 150 esuberi e stop al bus aziendale
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La situazione alla Denso si fa sempre più critica. Dopo l'annuncio dei 150 esuberi, la società ha deciso di sopprimere anche il servizio di trasporto aziendale per gli operai. Una decisione che aggrava ulteriormente le difficoltà per i dipendenti, molti dei quali risiedono in zone periferiche e non dispongono di mezzi propri per raggiungere il posto di lavoro.
Questa scelta, comunicata nei giorni scorsi, ha suscitato forti proteste tra i lavoratori e i sindacati. L'azienda, in una nota ufficiale, ha giustificato la decisione con motivi di ottimizzazione dei costi, a seguito delle difficoltà economiche causate dalla congiuntura internazionale e dalle sfide del mercato automobilistico. Tuttavia, i rappresentanti dei lavoratori contestano questa motivazione, sottolineando che la soppressione del servizio bus rappresenta un ulteriore peso per chi già sta affrontando la preoccupazione della perdita del posto di lavoro.
La mancanza di un servizio di trasporto pubblico efficiente nella zona rende la situazione ancora più complessa. Molti operai si trovano ora a dover affrontare lunghi e costosi spostamenti, creando un disagio significativo e ripercussioni sulla loro vita privata e familiare. I sindacati hanno annunciato l'intenzione di intraprendere azioni concrete, comprese eventuali proteste e iniziative legali, per chiedere alla Denso di rivalutare la propria decisione e trovare soluzioni alternative a sostegno dei propri dipendenti. La situazione resta dunque tesa e incerta, con i lavoratori che attendono risposte concrete dall'azienda e dalle istituzioni.
Le difficoltà di Denso riflettono le sfide più ampie che sta affrontando il settore automobilistico, caratterizzato da una forte transizione tecnologica verso la mobilità elettrica e l'automazione. L'azienda sta cercando di riorganizzarsi per adattarsi a queste nuove esigenze, ma il processo sta generando inevitabili tensioni e sacrifici per il personale.