Educazione

Andreoli: Il vero colpevole del bullismo non è chi pensi

Lo psichiatra Vittorino Andreoli ha recentemente espresso un'opinione controcorrente sul problema del bullismo scolastico, smontando la comune attribuzione di colpa …

Andreoli: Il vero colpevole del bullismo non è chi pensi

L

Lo psichiatra Vittorino Andreoli ha recentemente espresso un'opinione controcorrente sul problema del bullismo scolastico, smontando la comune attribuzione di colpa a genitori e insegnanti. Secondo Andreoli, la responsabilità principale risiede altrove, in un contesto più ampio e complesso. Egli afferma che la ricerca di un capro espiatorio in genitori o docenti, pur essendo una reazione comprensibile, distoglie l'attenzione dal vero problema.

Andreoli sottolinea l'importanza di comprendere le dinamiche profonde che alimentano il bullismo. Si tratta, secondo lui, di un fenomeno che va analizzato non solo nelle sue manifestazioni concrete, ma anche nelle sue radici psicologiche e sociali. Puntare il dito contro i genitori, spesso accusati di negligenza o di un'educazione inadeguata, o contro gli insegnanti, considerati incapaci di gestire la situazione, semplifica eccessivamente un problema molto più articolato.

Il vero nodo della questione, secondo lo psichiatra, sta nella mancanza di una adeguata educazione emotiva e sociale. I bambini e i ragazzi, spesso privi di strumenti per gestire le proprie emozioni e le proprie relazioni, finiscono per esprimere aggressività e frustrazione attraverso comportamenti violenti. La scuola, in questo senso, ha un ruolo fondamentale nel fornire ai giovani gli strumenti necessari per una sana crescita emotiva e relazionale.

Andreoli evidenzia inoltre la necessità di interventi precoci e mirati, che includano programmi educativi specifici e un'attenzione particolare alle dinamiche di gruppo. È importante, secondo lo psichiatra, creare un clima scolastico positivo e inclusivo, in cui ogni studente si senta valorizzato e protetto. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra scuola, famiglia e istituzioni, si può affrontare efficacemente il problema del bullismo, evitando facili semplificazioni e concentrandosi sulle reali cause del fenomeno.

In conclusione, Andreoli invita a una riflessione più profonda sul fenomeno del bullismo, spostando l'attenzione dalle singole responsabilità verso una responsabilità collettiva volta a promuovere un'educazione più completa e attenta alle esigenze emotive e sociali dei giovani. È una chiamata ad agire in modo coordinato per creare un ambiente scolastico più sicuro e rispettoso per tutti.

. . .